BENEVENTO - “Rischiamo di non poter rispondere alle chiamate dei pazienti”. E’ tutta qui, in estrema sintesi, la problematica denunciata dal personale infermieristico dell’ospedale Fatebenefratelli. Una rivendicazione sindacale, inutile nasconderlo, che presenta al contempo risvolti di interesse generale in termini di qualità ed efficacia dell’assistenza sanitaria erogata nel nosocomio cittadino.
A illustrare i termini della questione sono i rappresentanti aziendali e provinciali di Cgil, Cisl e Uil: “C’è una grave carenza d’organico – rilevano i sindacati – Da anni le assunzioni sono bloccate e il personale che ha lasciato il lavoro, almeno 70 unità, non è stato rimpiazzato. Con una sola eccezione: un operatore amministrativo assunto a tempo indeterminato senza attingere dalle liste regionali di collocamento. Non si interviene invece laddove maggiore è l’esigenza, vale a dire nella sfera sanitaria. Di volta in volta l’azienda ha posto in essere decisioni che hanno ridotto la forza lavoro. Ci sono reparti da 50 posti letto che vanno avanti con 3 infermieri per notte. E’ evidente che un infermiere non può seguire adeguatamente 16-17 pazienti. Capita spesso che non si riesca a dare risposte alle chiamate che si accavallano, anche a causa delle scelte operate in termini di dislocazione logistica interna che hanno allungato i tempi di intervento. Si pensi che nemmeno il pronto soccorso dispone di una adeguata dotazione organica e di notte sono in servizio solo 2 infermieri. In tali condizioni, il ‘Triage’ (servizio di assegnazione dei codici di gravità ai vari casi, ndr) esiste solo sulla carta. Il risultato è che pazienti e famiglie finiscono per riversare sugli operatori sanitari le proprie legittime e comprensibili doglianze provocate da ritardi di cui gli stessi operatori non sono responsabili ma vittime incolpevoli. Si determina dunque un forte disagio sia per l’utenza che per il personale, con il fondato rischio che tale stato di cose prima o poi possa provocare conseguenze gravi. Abbiamo sollecitato più volte i vertici aziendali a farsi carico della problematica – proseguono le organizzazioni sindacali - ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Al contrario, si continua a prendere decisioni fortemente lesive del personale senza coinvolgere in alcun modo i rappresentanti dei lavoratori. Capita spesso che gli operatori apprendano di essere stati spostati da un reparto all’altro nel momento in cui arrivano al lavoro, senza ricevere alcuna informazione preventiva. E’ una palese condotta antisindacale, ma soprattutto in questo modo si danneggia l’utenza. L’azienda intende continuare a far finta di niente o vuole finalmente affrontare i problemi con lo stesso senso di responsabilità che i lavoratori stanno dimostrando di avere?”.
- Denuncia dei sindacati sulle condizioni di lavoro nell’ospedale cittadino. «Da anni nessuna assunzione. Anzi, una»
- «Ogni operatore deve seguire 16 - 17 degenti. Spesso non si risponde alle chiamate e i familiari protestano»
Fatebenefratelli, gli infermieri: «Siamo pochi, pazienti a rischio»
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