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Funghi cinesi spacciati per italiani

BENEVENTO - Cinque quintali di funghi porcini commercializzati come prodotti ‘Made in Italy’, ma che in realtà provenivano dalla Cina sono stati sequestrati in tutta Italia durante l’operazione ‘Por-Cina’, condotta dal Corpo forestale dello Stato su delega della Procura di Milano.
Un’indagine partita da Benevento poco più di un mese fa, quando da un controllo amministrativo effettuato dagli agenti  del Comando provinciale della Forestale, in collaborazione con l’Ispettorato Micologico del Dipartimento di prevenzione Asl Bn1, in un punto vendita furono rinvenute confezioni di funghi porcini secchi con l’indicazione del Tmc, ovvero il termine minimo di conservazione oltre il limite consentito dalla legge, che prevede una data di scadenza non superiore ai 12 mesi dal confezionamento.  
A quel punto gli agenti sanniti contattarono i colleghi del capoluogo Lombardo per una verifica all’interno della ditta che commercializzava le confezioni di ‘Boletus edulis’, considerato il re dei funghi, arrivate anche sugli scaffali dei negozi sanniti.
Durante l’ispezione gli agenti della Forestale di Milano hanno così scoperto l’origine cinese degli alimenti spacciati per prodotto italiano. Per questo motivo la magistratura ha quindi ordinato alla Forestale di rintracciare 3 tonnellate di funghi secchi risultati importati nella primavera scorsa. Giorni e giorni di ricerche nei supermercati di varie Lombardia, Campania, Veneto e Piemonte, hanno così permesso ai forestali di ritirare dagli scaffali 6mila buste  - 500 chilogrammi - di porcini.
Ed intanto, dal comando provinciale della Forestale di Benevento fanno sapere che “le indagini continuano anche all’estero in quanto una parte del prodotto, con la garanzia dello stemma tricolore, è stato commercializzato come ‘italian food’ nei 5 continenti”.