Banner

Scongiurate le sanzioni Ue all’Italia… per ora

REGIONE CAMPANIA - Per ora nessuna megasanzione europea, tuttavia la procedura di infrazione a carico dell’Italia per l’emergenza rifiuti a napoli e in campania non sarà interrotta. E’ questo l’esito dell’incontro di ieri tra il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini che accompagnato da una delegazione campana, composta dal governatore Stefano Caldoro, dal presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro e dal sindaco del capoluogo partenopeo, Luigi D Magistris, ha incontrato il commissario all’Ambiente, Janez Potocnik, sulla questione della gestione dei rifiuti a Napoli.
L’epilogo arriva nel primo pomeriggio allorché una nota da Bruxelles informa che la Commissione Ue ritiene che l’Italia “non ha ancora applicato la sentenza della Corte” sui rifiuti in Campania e che “la situazione non è ancora stabile”. Comea dire, rimandati a settembre. Anzi a giugno, perché, si farà sapere più tardi, l’Italia e la Commissione Ue lavoreranno insieme a livello tecnico per dare una risposta conclusiva alla crisi dei rifiuti in Campania entro giugno. Un impegno assunto dunque dal ministro dell’ambiente Corrado Clini e dal commissario Ue all’ambiente Janez Potockinik.
“E’ una lotta contro il tempo”, ha detto Potocknik, parlando di “tempo non illimitato”.
La Ue “non sospende alcuna procedura”, ha poi precisato, aggiungendo che terrà in conto “certi passi che sono stati presi” dalle autorità nazionali e locali. Poi la questione delle risorse da sbloccare. La Commissione Ue, è stato sottolineato, è pronta a scongelare progressivamente i fondi di coesione all’Italia congelati nel quadro della procedura per i rifiuti della Campania, “sotto condizioni”. E, ad ogni buon conto, i cosiddetti fondi di coesione che saranno scongelati da Bruxelles dovranno essere finalizzati a “sostenere il riciclaggio, le nuove tecnologie di gestione dei rifiuti e un aumento dell’efficienza della raccolta”, come ha poi specificato il ministro dell’ambiente Corrado Clini.
Positivo il commento del governatore Caldoro per il quale “finalmente si è trovato un percorso comune”.
“Si parla lo stesso linguaggio,  - ha detto Caldoro - anche se rimangono in campo ancora grandissimi problemi: ossia affrontare un cronoprogramma stringente in due anni”.
“Ora però  - ha aggiunto Caldoro - abbiamo un percorso, abbiamo chiesto al commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, di avere dalla Commissione europea, con l’accordo del Governo, una struttura di monitoraggio comune”.
Per Caldoro si tratta insomma di “recuperare il ritardo di tanti anni di inefficienze, di errori politici amministrativi e di altro”.
Alcuni impianti - ha comunque ricordato - hanno tempi di realizzazione tecnici europei bene stabiliti, che vanno dai 24 ai 48 mesi. E’ evidente che la parte impiantistica è più complessa, ma c’è la differenziata e altri progetti da mettere in campo da subito”.