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Protezione civile, a Baselice... i veri eroi

BASELICE - Baselice come il Marocco.
Una simulazione, ben riuscita. E’ la missione all’estero. Ben 24 operatori impegnati a verificare l’agibilità degli edifici dopo un evento sismico; pronti a portare in salvo persone intrappolate tra le macerie: non mancano gli eroi a quattro zampe (Giada, Brezza e Suami) che entrano in un edificio del centro fortorino, individuano la persona da salvare, abbaiano per essere aiutati, trovano la donna che viene tirata fuori dalle macerie da due operatori in spalla: operazione compiuta e portata a buon fine.
Tecnici ed operatori specializzati si scambiano informazioni: tra questi si notano Pasquale Landinetti (responsabile Regione Campania Protezione civile / Rapporto logistica), Michele D’Errico (responsabile regionale Protezione civile Misericordia Campania), Francesco De Martino (ispettore dei vigili del Fuoco della Protezione Civile della Campania), Isabella Longo (volontaria Unità cinofila partenopea), Francesco Barbato Romano (vice responsabile nazionale Protezione civile Misericordia), Claudia Fiore (dirigente ad interim della Protezione civile della Regione Campania), Giulio Zaccaro (professore Federico II direttore Centro Plinius – Lupt – centro di competenza Protezione Civile) etc. etc.
A circa 500 metri dalla piazza principale del paese l’imprevisto. Un incidente simulato. Sul posto a coordinare c’è Roberto Quinzi (Dipartimento Protezione civile logistica Emergenze).
Più sopra nel fabbricato E17 un altro imprevisto: una rapina.
Competenza, capacità, professionalità, impegno e cuore sono stati gli elementi che hanno caratterizzato la giornata conclusiva del Corso di formazione DRHOUSE.
Nel paese Fortorino non è mancata la presenza di un baselice docg: l’on. Luca Colasanto presidente della Commissione regionale Ambiente, Energia e Protezione civile.
“Ospitare l’esercitazione della Protezione civile nazionale  – ha dichiarato il deputato regionale Colasanto -  in un paese sperduto del Sannio, con le mille difficoltà intrinseche del Fortore, oltre ad essere un premio ed un’attenzione della Direzione nazionale e dell’Assessorato regionale alla Protezione civile, è un premio all’entroterra sannita, dimenticato da sempre, che finalmente diventa protagonista grazie a persone come il professore Edoardo Cosenza, assessore regionale. Credo che la cittadinanza tutta non dimenticherà mai la professionalità, la capacità e la competenza dei volti degli operatori presenti negli spettacolari vicoli del centro storico baselicese”.
“Lavoriamo – conclude Colasanto – per il mondo intero, per la Campania e per il Sannio certi che l’orma resterà incisa in maniera indelebile nel progresso civile e contemporaneo”.
Insomma Baselice trasformato in un set cinematografico. Niente è però lasciato al caso perché l’obiettivo è diverso: formare e continuare un percorso nobile che è quello di salvare vite umane e riportare alla vita interi paesi distrutti dalla violenza: il centro fortorino è stato trasformato in una città del Marocco colpita dalla furia di un terremoto e lì ci sono gli operatori della Protezione civile e della Misericordia pronti a gestire la fase post sisma, affiancati da 24 corsisti, con un curriculum di tutto rispetto, che hanno ispezionato gli edifici realmente danneggiati dal sisma del 1980, facendo uso di attrezzature tecnologiche innovative, quali palmari, comunicazioni satellitari (connessione Bgan-Pc, orientamento antenna, collegamento a internet e invio di una email con sintesi su attività svolta o problemi riscontrati) anche in condizioni di difficoltà di linea o di urgenza), voce e dati, Gps.
Al campo base, le 12 squadre dovevano riuscire, nei tempi stabiliti, a scaricare e montare una tenda pneumatica e nel corso di un primo briefing con il team leader, ricevere il programma dei sopralluoghi; al termine delle attività smantellare il campo.
Le attività di sopralluogo degli edifici sono state interrotte da una troupe televisiva alla quale illustrare l’attività del team e fornire informazioni e dati. E poi le prove inattese: quell’incidente automobilistico durante il viaggio per andare a prelevare un nuovo membro del team:  i partecipanti hanno dovuto mettere in atto le procedure del piano di sicurezza, mentre figuranti hanno esercitato un pressing per costringerli a prendere decisioni velocemente; successivamente la squadra ha informato il nuovo arrivato sulle condizioni di sicurezza dell’area e sulle procedure.
Un vero e proprio lavoro, tra l’altro necessario, per chi continua ad essere il vero eroe.