MOLISE - E’ continuata anche ieri, la protesta di agricoltori ed autotrasportatori contro il caro gasolio ed il caro vita in genere, contro i provvedimenti del governo Monti e l’aumento di costi divenuti ormai proibitivi per le categorie scese in strada. Carburante troppo caro, assicurazione auto in aumento per gli autotrasportatori, la concorrenza schiacciante del cosiddetto ‘corridoio verde’, che uccide l’agricoltura italiana e proprio lo scorso anno aveva stimolato la nascita dei comitati spontanei agricoli: queste alcune delle motivazioni che hanno determinato il dilagare del dissenso sfociato nei movimenti di Sicilia e Sardegna, che hanno contagiato tutto il Paese. Terzo giorno per il presidio all’uscita di Termoli della A14 e secondo nella zona industriale di Campobasso. Scarseggia la benzina ed il timore più diffuso è quello che comincino a mancare anche i beni di prima necessità, se la protesta dovesse continuare ancora. Solidarietà del movimento ‘Dignità Sociale, al collega di Asti, investito durante la protesta. A Termoli, ferma la produzione alla Fiat e pescherecci ancorati al porto. La protesta si è estesa anche alla Bifernina ed i manifestanti sono intenzionati a continuare fino a venerdì. La manifestazione di un malcontento diffuso che non va sottovalutata. “Le proteste di queste ore di movimenti variegati meritano massima attenzione da parte del Governo Centrale e delle Istituzioni regionali e locali. – ha commentato il consigliere regionale del Pd, Michele Petraroia - A tal proposito potrebbe essere opportuno aprire tavoli di confronto presso le sedi delle Prefetture per acquisire le ragioni del disagio sociale, le rivendicazioni avanzate e le proposte dei comitati promotori del blocco dei tir, così che possano essere istruite, verificate e avviate a risoluzione compatibilmente con le difficoltà di finanza pubblica che limitano i margini di manovra del Governo Monti.
Contestualmente vanno rimossi i blocchi per evitare la paralisi economica, il fermo degli stabilimenti produttivi, la carenza di carburante e generi di prima necessità sul territorio italiano, con potenziali problemi di ordine pubblico e scontri di piazza tra portatori di opposti interessi”.
Continua la protesta degli autotrasportatori
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