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Enti pubblici, “troppo semplice e dannoso chiudere”

ISERNIA - “Sembra paradossale ma si ottengono maggiori risparmi dal rafforzamento delle strutture provinciali della pubblica amministrazione che dalla loro chiusura”. Lo afferma in una nota il presidente della Camera di Commercio di Isernia intervenendo in merito alla manovra di Governo. “Il fatto che si debba necessariamente intervenire nell’adozione di iniziative volte alla riduzione della spesa pubblica non è solo imprescindibile ma inevitabile per garantire al paese una prospettiva di sviluppo concreta e duratura. E’ altresì vero che la soppressione delle Province e delle Camere di Commercio produce molti più vantaggi di natura campanilistica per quante sopravvissute ai tagli che di natura economico finanziaria determinando, invece certamente, la scomparsa degli unici enti che possiedono una chiara visione e precisa comprensione dei territori e delle economie di riferimento. Questo strategico aspetto pare – spiega Brasiello - sia stato fin troppo sottovalutato o tralasciato per evidente urgenza di fornire all’opinione pubblica un immediato riscontro alla richiesta di ridimensionamento dell’apparato burocratico pubblico. Tagliare le Province e le Camere di Commercio significa determinare un vuoto che, sia per i cittadini ed ancor peggio per le imprese, costerà molto più dei ventilati presunti risparmi. Le nostre province sono, infatti, nella maggior parte dei casi sia territorialmente che economicamente diverse tra loro ed è per questo paradossale comprendere come sia possibile supportare lo sviluppo dei territori e delle economie locali eliminando i primi punti di riferimento in termini di presidio pubblico. Il fatto che poco le Province e le camere di Commercio abbiamo inciso in maniera relativa sullo sviluppo locale è da attribuire alla frammentazione di competenze che i vari enti ed organizzazioni si contendono spartendosi una abbondante fetta della spesa pubblica in ambito locale. Tagliare solamente alcune Province e Camere di Commercio? Meglio rafforzarle in una nuova struttura – insiste il presidente della Camera di Commercio - che inglobi tutte le realtà della pubblica amministrazione presenti in ambito provinciale razionalizzandone e rafforzandone le specifiche limitate competenze e valorizzando nel contempo le risorse, le esperienze e professionalità che troppo spesso si perdono negli angusti labirinti delle diverse competenze. Per quanto riguarda il conclamato taglio ai costi della politica, guardiamo i numeri: 50mila posti cancellati sono un bel numero, efficace da annunciare, ma il 94% di tali  posti si concentra nei Comuni-polvere, dopo spesso la politica rappresenta una forma  forma di “volontariato” .
Da questi e dagli studi effettuati emerge che – conclude Brasiello -il relativo risparmio diluito nel tempo, prodotto dalla semplice soppressione delle Province, determina un maggior costo negli anni ed un deciso rallentamento dello sviluppo dell’economia locale”.