Marine litter, il Mediterraneo tra i mari più minacciati

Roma, 11 ago. – (AdnKronos) – “L’Italia si è dotata da anni di una legge, quella che proibisce l’uso di sacchetti monouso in plastica tradizionale per asporto merci, che se applicata congiuntamente a una corretta ed efficiente raccolta differenziata, rappresenterebbe uno strumento assolutamente utile per combattere la piaga del marine litter e le sue devastanti conseguenze sugli ecosistemi, la biodiversità e la catena alimentare”. Lo ricorda Andrea Di Stefano di Novamont, che da anni sostiene la campagna di Legambiente, in occasione della presentazione oggi dei dati conclusivi di Goletta Verde
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I dati presentati oggi confermano che il Mediterraneo è uno dei mari più minacciati dal marine litter, ossia dai rifiuti in plastica che galleggiano in mare e quelli spiaggiati, diretta conseguenza della cattiva gestione, dell’abbandono consapevole e della cattiva depurazione. Buste, teli, reti e lenze, frammenti di polistirolo, cotton fioc, bottiglie e flaconi rivenuti lungo i 7.412 chilometri di costa nei 260 punti campionati lungo tutta la costa italiana: l’elenco degli oggetti in plastica che galleggiano nel Mar Mediterraneo è interminabile.
“Già lo scorso anno – ricorda Di Stefano – ogni 2 km di mare erano stati rilevati 58 rifiuti con punte di 62 nel Mar Tirreno”.